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11 Gennaio 2009
I rifugiati occupano l'ex clinica San Paolo a Torino
guarda la fotogallery (dal blog del CSOA Gabrio)
leggi il comunicato degli occupanti e delle occupanti della ex-Clinica San Paolo

domenica 12 ottobre 08 alle ore 16 un centinaio di rifugiati/e provenienti in prevalenza dalla Somalia, non avendo trovato risposte dalle istituzioni hanno occupato lo stabile di corso Peschiera 180 a Torino (ex clinica San Paolo) in disuso da diversi anni. Dai balconi dello stabile hanno appeso degli striscioni che reclamano “casa per tutte/i” e “diritti per le/i rifugiate/i”.

La sede della regione Piemonte di Architettura senza Frontiere onlus appoggia l'appello delle associazioni a favore dei rifugiati, e si sta impegna a offrire il proprio contributo fattivo per trovare soluzioni strutturali in risposta ai bisogni di queste persone. Allo stesso tempo le associazioni stanno lavorando affinchè le iniziative siano condivise e partano dalle Istituzioni preposte secondo le proprie competenze e responsabilità.


riportiamo qui l'appello delle associazioni del torinese a favore dei rifugiati o titolari di protezione sussidiaria/ umanitaria:

Le nostre Associazioni/Organizzazioni del Privato sociale operano in città da molti anni con uno stile di confronto franco e di collaborazione con le Istituzioni, volto a ricercare ed individuare possibili vie di superamento per diverse situazioni problematiche che la città si trova ad affrontare.
Per questa ragione sentiamo il dovere di esprimere la nostra profonda preoccupazione a riguardo delle persone profughe - provenienti per lo più da Somalia, Eritrea, Sudan – che si trovano attualmente nei locali della ex-clinica San Paolo di corso Peschiera.
In queste settimane le nostre organizzazioni si sono attivate per cercare di contenere i disagi e le sofferenze di queste persone, attraverso l’approvvigionamento di generi alimentari, coperte, materassi, vestiario, materiale per la pulizia e l’igiene personale, strumenti per poter cucinare; chi ha potuto ha offerto un’accoglienza dignitosa di alcune donne e dei loro bambini. La situazione è tale che gli interventi attuati rappresentano, però, esclusivamente la classica "goccia nel mare".

Siamo preoccupati perché la convivenza di così tante persone con cultura, tradizioni, storie personali differenti è evidentemente problematica e comporta il rischio della nascita di scontri relazionali ed incidenti.

Siamo preoccupati perché la scarsità di cibo, il freddo, le precarie condizioni igieniche, lo stress psico-fisico, minano la salute delle persone che attualmente vivono all’interno dello stabile.
Sentiamo la preoccupazione di tutelare il rapporto con gli abitanti del quartiere che stanno dimostrando solidarietà nei confronti dei profughi e vorremmo evitare che le difficili condizioni in cui vivono nello stabile non generassero nel tempo tensioni sociali con i cittadini di Borgo San Paolo.

Siamo preoccupati perché il godimento dei diritti civili non è loro attualmente garantito: le persone presenti alla ex-Clinica San Paolo (così come quelle presenti in via Bologna) non sono stranieri irregolari o clandestini, ma si tratta di rifugiati o titolari di protezione sussidiaria e umanitaria, quindi a pieno titolo riconosciuti e garantiti dalle norme italiane vigenti e da numerose convenzioni internazionali; sono quindi persone che hanno diritto a godere di un minimo di servizi (in materia di accesso al lavoro, educazione, assistenza pubblica e sicurezza sociale, assistenza sanitaria) che ad oggi non vengono erogati o vengono erogati in maniera parziale, seppur siano indispensabili a permettere condizioni di vita dignitose.

Comprendiamo che questa situazione sia difficilmente affrontabile con gli strumenti ordinari.

Confermiamo la nostra piena disponibilità e vorremmo offrire il nostro contributo fattivo per trovare soluzioni strutturali in risposta ai bisogni che vengono presentati; siamo, però, convinti che qualsiasi iniziativa debba partire dalle Istituzioni preposte secondo le proprie competenze e responsabilità. Riteniamo improcrastinabile una azione positiva e propositiva volta a superare definitivamente i disagi che i profughi di corso Peschiera stanno vivendo e che non sono compatibili con la dignità di cui ogni persona ha diritto in un paese civile come il nostro.

8 Dicembre 2008

Elenco delle associazioni firmatarie:

ACLI
ACMOS
Amnesty International
Architettura senza Frontiere ONLUS
ASGI
Associazione AlmaTerra
Associazione Opportunanda
Associazione SOLE
Associazione Soomaaliya
Camminare Insieme
Coordinamento Nazionale Comunità di Accoglienza - Piemonte
CGIL di Torino
CISL di Torino
Comitato SankaraXX di Torino
Cooperativa Alice
Cooperativa Il Ponte
Emergency di Torino
Gruppo Abele
Gruppo Arco
Marypoppins Cooperativa sociale
Servizio per i rifugiati - Chiesa Evangelica Valdese
Società San Vincenzo de' Paoli - Torino
Ufficio per la Pastorale dei Migranti - Diocesi di Torino

-----------------------------------------------
Per contatti rivolgersi a: Società di San Vincenzo de Paoli – Consiglio Centrale di Torino
Corso Matteotti 11
10124 – TORINO
Tel: 011.56.21.896 – fax: 011.56.27.793 -
email: torino@sanvincenzoitalia.it

oppure
Joli Ghibaudi: 335.71.90.666 – email : jghibaudi@gruppoabele.org
Massimiliano Orlandi: 347.88.27.273 – email: info@maxorlandi.it




11 Gennaio 2009
Nasce il Coordinamento di associazioni a favore dei rifugiati che dal 12 ottobre occupano l'ex clinica San Paolo a Torino
guarda la fotogallery (dal blog del CSOA Gabrio)
leggi il comunicato degli occupanti e delle occupanti della ex-Clinica San Paolo

domenica 12 ottobre 08 alle ore 16 un centinaio di rifugiati/e provenienti in prevalenza dalla Somalia, non avendo trovato risposte dalle istituzioni hanno occupato lo stabile di corso Peschiera 180 a Torino (ex clinica San Paolo) in disuso da diversi anni. Dai balconi dello stabile hanno appeso degli striscioni che reclamano “casa per tutte/i” e “diritti per le/i rifugiate/i”.

La sede della regione Piemonte di Architettura senza Frontiere onlus appoggia l'appello delle associazioni a favore dei rifugiati, e si impegna a offrire il proprio contributo fattivo per trovare soluzioni strutturali in risposta ai bisogni di queste persone. Allo stesso tempo le associazioni stanno lavorando affinchè le iniziative siano condivise e partano dalle Istituzioni preposte secondo le proprie competenze e responsabilità.


riportiamo qui l'appello delle associazioni del torinese a favore dei rifugiati o titolari di protezione sussidiaria/ umanitaria:

Le nostre Associazioni/Organizzazioni del Privato sociale operano in città da molti anni con uno stile di confronto franco e di collaborazione con le Istituzioni, volto a ricercare ed individuare possibili vie di superamento per diverse situazioni problematiche che la città si trova ad affrontare.
Per questa ragione sentiamo il dovere di esprimere la nostra profonda preoccupazione a riguardo delle persone profughe - provenienti per lo più da Somalia, Eritrea, Sudan – che si trovano attualmente nei locali della ex-clinica San Paolo di corso Peschiera.
In queste settimane le nostre organizzazioni si sono attivate per cercare di contenere i disagi e le sofferenze di queste persone, attraverso l’approvvigionamento di generi alimentari, coperte, materassi, vestiario, materiale per la pulizia e l’igiene personale, strumenti per poter cucinare; chi ha potuto ha offerto un’accoglienza dignitosa di alcune donne e dei loro bambini. La situazione è tale che gli interventi attuati rappresentano, però, esclusivamente la classica "goccia nel mare".

Siamo preoccupati perché la convivenza di così tante persone con cultura, tradizioni, storie personali differenti è evidentemente problematica e comporta il rischio della nascita di scontri relazionali ed incidenti.

Siamo preoccupati perché la scarsità di cibo, il freddo, le precarie condizioni igieniche, lo stress psico-fisico, minano la salute delle persone che attualmente vivono all’interno dello stabile.
Sentiamo la preoccupazione di tutelare il rapporto con gli abitanti del quartiere che stanno dimostrando solidarietà nei confronti dei profughi e vorremmo evitare che le difficili condizioni in cui vivono nello stabile non generassero nel tempo tensioni sociali con i cittadini di Borgo San Paolo.

Siamo preoccupati perché il godimento dei diritti civili non è loro attualmente garantito: le persone presenti alla ex-Clinica San Paolo (così come quelle presenti in via Bologna) non sono stranieri irregolari o clandestini, ma si tratta di rifugiati o titolari di protezione sussidiaria e umanitaria, quindi a pieno titolo riconosciuti e garantiti dalle norme italiane vigenti e da numerose convenzioni internazionali; sono quindi persone che hanno diritto a godere di un minimo di servizi (in materia di accesso al lavoro, educazione, assistenza pubblica e sicurezza sociale, assistenza sanitaria) che ad oggi non vengono erogati o vengono erogati in maniera parziale, seppur siano indispensabili a permettere condizioni di vita dignitose.

Comprendiamo che questa situazione sia difficilmente affrontabile con gli strumenti ordinari.

Confermiamo la nostra piena disponibilità e vorremmo offrire il nostro contributo fattivo per trovare soluzioni strutturali in risposta ai bisogni che vengono presentati; siamo, però, convinti che qualsiasi iniziativa debba partire dalle Istituzioni preposte secondo le proprie competenze e responsabilità. Riteniamo improcrastinabile una azione positiva e propositiva volta a superare definitivamente i disagi che i profughi di corso Peschiera stanno vivendo e che non sono compatibili con la dignità di cui ogni persona ha diritto in un paese civile come il nostro.

8 Dicembre 2008

Elenco delle associazioni firmatarie:

ACLI
ACMOS
Amnesty International
Architettura senza Frontiere ONLUS
ASGI
Associazione AlmaTerra
Associazione Opportunanda
Associazione SOLE
Associazione Soomaaliya
Camminare Insieme
Coordinamento Nazionale Comunità di Accoglienza - Piemonte
CGIL di Torino
CISL di Torino
Comitato SankaraXX di Torino
Cooperativa Alice
Cooperativa Il Ponte
Emergency di Torino
Gruppo Abele
Gruppo Arco
Marypoppins Cooperativa sociale
Servizio per i rifugiati - Chiesa Evangelica Valdese
Società San Vincenzo de' Paoli - Torino
Ufficio per la Pastorale dei Migranti - Diocesi di Torino

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Per contatti rivolgersi a: Società di San Vincenzo de Paoli – Consiglio Centrale di Torino
Corso Matteotti 11
10124 – TORINO
Tel: 011.56.21.896 – fax: 011.56.27.793 -
email: torino@sanvincenzoitalia.it

oppure
Joli Ghibaudi: 335.71.90.666 – email : jghibaudi@gruppoabele.org
Massimiliano Orlandi: 347.88.27.273 – email: info@maxorlandi.it


06 Gennaio 2009
16 gennaio 2009: serata ASF al Café Liber a Torino
per maggiori informazioni contattaci!

ASF – Architettura Senza Frontiere Onlus, sede regionale del Piemonte, organizza una serata con aperitivo e musica il 16 Gennaio 2009, alle ore 19.30, presso il circolo ARCI Club Caffè Liber, Corso Vercelli 2, Torino

La serata sarà un’occasione per conoscere l’associazione attraverso la presentazione dei progetti in corso e la proiezione di video tematici.
Dopo la degustazione degli aperitivi del Cafè Liber, si svolgerà l’estrazione dell’annuale sottoscrizione a premi offerti da alcuni sponsor dell’iniziativa.
Alcuni biglietti della sottoscrizione a premi saranno disponibili la sera stessa.

Vi aspettiamo!




guarda il volantino

01 Dicembre 2008
Una leonessa in Senegal
visita il sito di presentazione del libro

Architettura senza Frontiere Piemonte onlus ha il piacere di invitarLa alla presentazione del libro

Una leonessa in Senegal
In viaggio nel paese dei Teranga

Circolo dei Lettori, Via Bogino n° 9 ,Torino
Giovedì 4 dicembre 2008, ore 19:00

Introduce:
Valeria Cottino Direttrice di Architettura senza Frontiere - sede locale Piemonte

Interverranno:
Peppe Sessa Autore

Lamine Sow Responsabile Coordinamento immigrazione Cgil Piemonte

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L’esperienza di viaggio rappresenta la traccia, il filo conduttore del libro. Zaino in spalla, spesso lontano dai circuiti turistici, esclusivamente sui mezzi di trasporto locali, cibo africano e sistemazioni spesso spartane, l’Autore percorre i centri principali e le regioni più remote, spingendosi verso nord nel Ferlo, all’interno e a est fino ai confini col Mali e la Guinea e a sud girovagando per la Casamance, bellissima e selvaggia, ma teatro di una guerra civile.

Villaggi rurali, distese di baobab, il fiume Senegal, la foresta rigogliosa, il mare, ma la ragione più intima del viaggio è rappresentata dall’incontro, il bisogno di familiarizzare con i propri simili, conoscerne le passioni, gli ideali e le abitudini. E poi le genti, le tradizioni, le aspettative, il senso della solidarietà e dell’amicizia, il concetto di tempo, le realtà animiste e ancestrali, la medicina tradizionale.
Un itinerario fisico, ma soprattutto emotivo, per provare a capire e spiegare cosa sia oggi il “mal d’Africa”.

L'autore
Peppe Sessa è nato nel 1968. È ingegnere e lavora a Catania per una multinazionale dell’elettronica, in cui svolge anche attività sindacale per la FIOM/CGIL. Da anni viaggia al di fuori dell’Europa, preferendo il sud del mondo. È stato in Israele e Palestina, Siria, Turchia, Senegal, Brasile, Nigeria e Benin. Ha giocato a rugby, è appassionato di antropologia, ama cucinare, scrivere di viaggi e di politiche del lavoro.

è raggiungibile all’indirizzo: peppesessa@unaleonessainsenegal.com
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per informazioni:
Sede operativa ASF – Piemonte: Via Accademia Albertina 40, 10123 Torino (Italy)
Tel. +39.0118120009 - Fax +39.0118120009
piemonte@asfit.org



scarica l'invito

26 Giugno 2008
XXII UIA World Congress of Architecture - Torino 2008
Il programma del congresso
Pagina di iscrizione
Per info » piemonte@asfit.org

Architecture sans Frontieres International - international network è lieta di invitare al

XXII UIA WORLD CONGRESS OF ARCHITECTURE - Torino 2008
TRANSMITTING ARCHITECTURE - 29 giugno / 3 luglio 2008


ed in particolare all'evento
Cooperating Architect: what identity?

organizzato da Architecture sans Frontieres International

che si terrà il:

1 luglio 2008 alle ore 13 presso la sala Copenhagen del Lingotto - Torino

Cooperating architect: what identity ?

Is it possible to define the role of the architect who intervenes in development cooperation projects? What duties, what expectation, what kind of education and what experience is required? Perhaps we should start with a more basic question: Architecture what identity? Architecture could be a tool to sensitize about a correct education, not only for the professionals but also to anyone. The figure of the cooperating architect has to be placed in this debate, not as a single professional but in his being part of a system.

Moderator: Jordi Balari
Participants: Emilio Caravatti, Francis Kerè, Paulius Kulikauskas, Tito Sciattella

Living Space partner: Architettura senza Frontiere International
Hall Copenhagen: 1:00 p.m. - 5:00 p.m.

per informazioni e chi desiderasse partecipare al congresso può contattare:
Architettura senza Frontiere sede regione Piemonte
via Accademia Albertina 40, 10123 Torino
tel: 011 8120009
e-mail: piemonte@asfit.org

la sede regionale piemontese si rende disponibile ad organizzare l'accoglienza dei soci e dei simpatizzanti di Architettura senza Frontiere che volessero raggiungere Torino nei giorni del congresso. Le richieste vanno indirizzate a: piemonte@asfit.org entro venerdì 27 giugno 2008.

Vedi il flyer dell'evento





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31 Maggio 2010
Inaugurata il 25 maggio l'esposizione di COOPI su terremoti e tsunami a Lima - Progetto e realizzazione dell'allestimento a cura di ASF

26 Maggio 2010
Sabato 12 giugno - ASF ONLUS patecipa al "2° Festival delle Associazioni"

26 Maggio 2010
corso di formazione sulle tecniche costruttive in terra cruda

28 Aprile 2010
Redditi 2010 - Devolvi il tuo 5X1000 ad ASF Onlus

30 Marzo 2010
ASF Onlus invita alla mostra: "EVA Pescomaggiore ecostruiamoci” - Roma, Casa dell’Architettura, Piazza Manfredo Fanti, 47 – dal 6 al 20 aprile 2010 - Inaugurazione Martedì 6 aprile ore 17:00

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Invito al nuovo incontro della Tavola Tecnica - 16 marzo 2010

11 Marzo 2010
ASF Onlus invita al convegno: "AUTOCOSTRUZIONE E AUTORECUPERO: NUOVI SCENARI PER L'HOUSING SOCIALE" - Roma, Palazzo Valentini - 17 Marzo 2010