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 Progetto Congo: l'Oasi del Sorriso

A cura di ASF Abruzzo



Il contesto

Nella Repubblica Democratica del Congo, un paese di 60.644.000 abitanti:
  • ogni giorno, 1.200 persone (di cui la metà sono bambini) perdono la vita nel silenzio e nell'indifferenza del resto del mondo
  • 60.644.000 abitanti, vivono con un reddito annuo pro capite di appena 130 dollari
  • la speranza di vita media è di soli 46 anni
  • appena il 22% della popolazione ha accesso all’acqua potabile
  • il 9% ha accesso servizi igienico sanitari adeguati
  • il 4% della popolazione è affetto da HIV/AIDS2
  • mine e ordigni inesplosi costituiscono un’ulteriore pericolo per la sopravvivenza dei bambini e dei civili in genere: l’intero territorio è infestato da mine, con 6 regioni orientali densamente minate e circa 3 milioni di sfollati a rischio
Drammatici gli indicatori sulla condizione dell’infanzia, in un paese in cui i minori sono oltre 32,6 milioni e i bambini sotto i 5 anni più di 11,8 milioni. In Congo:
  • 1 bambino su 5 non raggiunge il 5° anno di vita
  • ogni 1.000 nati vivi, 205 muoiono prima del 5° compleanno
  • con oltre 620.000 bambini che, ogni anno, muoiono prima di compiere i 5 anni
Decisamente alta anche la mortalità materna:
  • 1.300 gestanti decedute, ogni 100.000 parti, per complicazioni durante la gravidanza
  • una donna su 5 che, in Congo, muore di parto
Malattie prevenibili o curabili restano le principali cause della mortalità infantile, con in testa il morbillo e la malaria, la diarrea acuta, le infezioni respiratorie.

La malnutrizione e la carenza di micronutrienti sono la causa della metà dei decessi infantili, il 20% dei quali potrebbe essere prevenuto attraverso un’adeguata alimentazione neo natale e infantile:
  • il 31% dei bambini sotto i 5 anni risulta malnutrito
  • con un 16% affetto da malnutrizione acuta,
  • mentre solo il 17% dei bambini colpiti da diarrea acuta ricevono terapie di re idratazione orale, uno dei tassi più bassi al mondo
Oltre la situazione sanitaria e alimentare vi è una privazione del diritto di cittadinanza considerato che il 34% dei bambini non viene registrato alla nascita :
  • il 10% di essi vive con i propri genitori
  • 4,4 milioni di bambini, non hanno accesso alla scuola primaria
  • il 32% dei bambini tra 5 e 14 anni è coinvolto in qualche forma di sfruttamento del lavoro minorile, compreso il lavoro in miniera.
Le denunce di violenze sessuali risultano in costante aumento, mentre prosegue impunito il reclutamento di minori nell’est del paese, con un numero compreso tra 1.700 e 2.100 bambini associati a gruppi armati nel Nord e Sud Kivu e altri 8.700 recentemente smobilitati a rischio di nuovo reclutamento. (dati UNICEF aggiornati a marzo 2008)



Il progetto: l'Oasi del Sorriso

Il presente progetto nasce dalla collaborazione di due Associazioni italiane diverse nella loro mission, ma accomunate dallo spirito di cooperazione. La piccola associazione italiana ANAC, i cui soci hanno avuto l’opportunità di conoscere direttamente la realtà congolese recandosi più volte nel paese, in collaborazione con il partner locale l’Orphelinat Mama Elena, con sede a Kinshasa, si sono rivolti congiuntamente all’Associazione ASF Abruzzo, soggetto proponente, avvalendosi della loro esperienza tecnica e progettuale al fine di iniziare un cammino comune che ha come primo obiettivo dare ospitalità ai minori di strada in una struttura sicura.

La drammatica realtà dell’infanzia si impone all’attenzione e alla sensibilità di chiunque visita la RD Congo; il 90% dei bambini abbandonati richiede una riflessione e interventi immediati. L’incontro fra Architetti senza frontiere e l’ANAC, accomunati dalla forte dedizione al volontariato, rappresenta una speranza e un supporto per il partner locale che data la situazione più volte descritta sono carenti di mezzi e strumenti che gli consentono di agire.

Elemento di concretezza del progetto è la conoscenza diretta da parte dell’ANAC della città di Kinshasa, e del partner locale oltre che di vari professionisti (quali: avvocati e psicologi) e volontari congolesi, tutti disponibili a cooperare per acquisire nuove metodologie e conoscenze che diano sostenibilità al progetto. I tale ottica l’obiettivo comune del progetto è quello di valorizzare e concretizzare le potenzialità e le risorse della comunità locale creando un’oasi dove i minori abbandonati o orfani possano trovare accoglienza dal punto di vista umano e possano usufruire di strutture primarie ( bagni, punti fuoco per cottura cibo e sterilizzazione dell’acqua ) riducendo il rischio di malattie infettive.


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